Tutti i segreti e i trucchi sull'allevamento della tartaruga

Malattia tartaruga

 

Malattia tartaruga

Lesioni da freddo

Durante il letargo, l’esposizione a temperature inferiori allo zero, anche solo per poche ore, può causare il congelamento dei tessuti, con danni soprattutto a carico degli occhi, del cervello e del sistema nervoso.

Si possono manifestare quindi diversi tipi di sintomi: movimenti in circolo, torcicollo (testa deviata da un lato), paralisi facciale, paresi o paralisi degli arti.
A volte è associato ittero.Il trattamento è esclusivamente di sostegno e la prognosi è riservata.

Le lesioni agli occhi causano cecità, e possono essere temporanee o permanenti.
Le tartarughe cieche non si alimentano spontaneamente e sono riluttanti a muoversi, camminano in circolo o tengono la testa alzata in modo anormale.
Spesso le lesioni agli occhi sono associate a danni cerebrali. In genere la prognosi è sfavorevole, ma è importante alimentare l'animale a mano, in attesa di verificare se riacquista la vista, il che può richiedere anche parecchi mesi o addirittura anni.

Stomatite

La stomatite è l’infezione della parte interna della bocca. Sia le cause che la gravità possono essere molto variabili.

Piuttosto comune è la cosiddetta stomatite necrotica post-ibernazione, che si manifesta quando l’animale esce dal letargo, a causa di condizioni ambientali e di uno stato di salute non adeguati durante il letargo stesso.

La maggior parte dei casi sono associati a infezioni da germi quali Pseudomonas spp. e Aeromonas spp. Talvolta l’agente responsabile è un virus del tipo Herpesvirus, e in questo caso il trattamento risulta talvolta del tutto inefficace.

Il segno clinico più comune della stomatite è rappresentato dall'anoressia: la tartaruga rifiuta di alimentarsi a causa del dolore alla bocca e dello stato di malessere.
All'ispezione del cavo orale si osservano inizialmente delle placche biancastre rilevate su lingua e gengive, che se asportate rivelano la mucosa sottostante infiammata, color rosso vivo.
Nei casi più gravi sono coinvolti l'esofago, la trachea e i polmoni; la mandibola può essere colpita da osteomielite (infezione dell’osso). Dalla bocca può uscire un essudato purulento, fetido.
Se questa condizione non è curata in modo adeguato porta a morte il rettile, a causa dell’anoressia e dell’estensione dell’infezione ai tessuti circostanti.
E’ spesso indicato eseguire un antibiogramma, un esame che permette di valutare quali antibiotici sono attivi contro in germi responsabili dell’infezione.

Nei casi più lievi il trattamento consiste nell'asportare il pus con un bastoncino cotonato e nel disinfettare la bocca con Betadine diluito 1:4 un paio di volte al giorno, continuando per qualche giorno anche dopo la guarigione delle lesioni.
Può anche essere utile applicare nella bocca una pomata antibiotica.

Nei casi più gravi si deve procedere alla somministrazione di antibiotici e finché l'animale non è guarito è necessario somministrare cibo e liquidi tramite sonda gastrica.
Se si sospetta una forma virale si può tentare la somministrazione di un farmaco antivirale.

Rinite

La rinite è un’infezione delle prime vie respiratorie che si manifesta con uno scolo nasale, generalmente sieroso.
Può esserci contemporaneamente uno scolo oculare sieroso a causa di una lacrimazione eccessiva.

Nei casi più gravi la tartaruga manifesta anche una respirazione a bocca aperta e rumori respiratori, per un coinvolgimento delle vie aeree più profonde.
La condizione può essere molto contagiosa e le tartarughe ammalate vanno immediatamente isolate.

Il trattamento consiste nel rimuovere l'essudato premendo con un dito sotto la gola. Si applica quindi nelle narici dell'antibiotico in forma liquida o in pomata per almeno 10 giorni.

Nei casi dubbi la rinite va differenziata dalla polmonite con delle radiografie.

Lesioni causate da insetti o roditori

Nelle tartarughe lasciate andare in letargo all'aperto gli scuti possono essere attaccati da invertebrati, soprattutto sulla superficie ventrale del piastrone, che è a contatto con il suolo.

Il trattamento consiste semplicemente nella pulizia e disinfezione delle lesioni; la cheratina si riforma abbastanza velocemente.
Nel caso di lesioni più profonde è necessaria una medicazione con una pomata antibiotica fino alla rigenerazione della cheratina.

L'attacco da parte di roditori, invece, può essere particolarmente grave, con un esteso danno tissutale; nelle zampe le lesioni possono arrivare fino all’osso.
Il trattamento consiste nella pulizia chirurgica con asportazione dei tessuti devitalizzati e la disinfezione delle ferite.
Le ferite possono essere fasciate, per evitare che si infettino e si sporchino, e si somministra dell’antibiotico fino alla guarigione.

Ittero

Talvolta le tartarughe al termine del letargo appaiono itteriche (con una colorazione giallastra), ma l'ittero scompare rapidamente quando iniziano ad alimentarsi.
Se l'ittero persiste può essere sintomo di un danno epatico, che va ulteriormente investigato con esami specifici.

Anoressia post-ibernazione

La maggior parte delle tartarughe sane inizia ad alimentarsi entro 1-2 giorni dal risveglio.
Se la mancanza di appetito persiste per oltre una settimana anche se le condizioni ambientali sono favorevoli, si parla di anoressia post-ibernazione.

A questo punto è necessario intervenire con un’appropriata terapia. La prognosi è tanto più sfavorevole quanto più l'intervento è ritardato.
Dopo sette settimane di anoressia, ad esempio, è improbabile riuscire a salvare la tartaruga colpita. Ovviamente la prognosi è anche condizionata dal problema sottostante all’anoressia.

Le cause di questa patologia possono essere malattie insorte durante il letargo (stomatite necrotica, un’infezione respiratoria, lesioni da freddo a livello oculare o cerebrale), malattie o malnutrizione sofferte prima dell'ibernazione, o ancora condizioni ambientali non ottimali durante il periodo di letargo, o un letargo eccessivamente lungo, oppure condizioni non favorevoli nel periodo del risveglio (bassa temperatura ad esempio).

Il veterinario durante la visita cercherà di stabilire qual è stata la causa che ha provocato l’anoressia, e può eseguire degli esami del sangue (in particolare il valore di glicemia e di acido urico) per stabilire le condizioni del rettile.

Il primo trattamento consiste nel reidratare la tartaruga per stimolare l’urinazione, somministrando dei liquidi per sonda gastrica. Nei casi più gravi si può ricorrere alla somministrazione di liquidi tramite iniezioni. Nei casi complicati si provvede anche a curare le patologie concomitanti, come ad esempio la stomatite o un’infezione respiratoria.

In seguito si inizia ad alimentare l'animale con cibo liquido tramite sonda gastrica, utilizzando omogeneizzati per neonati alla frutta o alla verdura, o il normale alimento in forma liquida.

Successivamente se la risposta alla terapia è favorevole si può somministrare l'alimento con una siringa direttamente in bocca. In seguito si può provare a porre il cibo normale direttamente nella bocca.

L'obiettivo è di arrivare prima possibile all'assunzione spontanea dell'alimento. Nel frattempo si deve fornire un ambiente ideale per quanto riguarda luce, temperatura e umidità. La guarigione può richiedere molto tempo, per cui occorre essere preparati ad assistere la tartaruga a lungo.


Per evitare il letargo

Quando per vari motivi si sceglie di impedire il letargo occorre fornire alle tartarughe un ambiente ottimale per farle svernare, in modo che restino attive durante tutto l'inverno.

A tale scopo si allestisce un terrario in cui fornire artificialmente luce e calore a partire dall'autunno fino alla primavera successiva.

Questi appunti sono per la maggior parte tratti dal libro “Le tartarughe di terra” di M. Avanzi.

 

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